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KV23
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mwdgKV23 (mwdwKings' mweaValley mweq23)cite-ref-1[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della mwfgValle dei Re in mwfwEgitto; era la tomba del mwgafaraone mwgqAy (mwggXVIII dinastia), diretto successore di mwgwTutankhamon.
Contents
• Storia
• Note
• Fonti
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Storia
Ubicata nella Valle Occidentale (mwiwWest Valley), è anche nota come WV23 o anche, secondo una denominazione locale, mwjaBab el-Gurud ovvero mwjqTomba delle scimmie per le decorazioni raffiguranti mwjgbabbuini che ne ornano una delle pareticite-ref-2[N 2]cite-ref-3[1].
Scoperta e scavata da mwmaGiovanni Battista Belzoni nel mwmq1816 per conto di mwmgHenry Salt, venne sottoposta a rilievi epigrafici nel mwmw1824 da parte di mwnaKarl Richard Lepsius. Nel mwnq1908 mwngHoward Carter la sottopose a scavi sistematici rimuovendo, per disposizione di mwnwGaston Maspero, i numerosi frammenti del sarcofago di granito rosso che, ricostruito, venne esposto al mwoaMuseo Egizio del Cairo. Solo recentemente, il Supreme Council of Antiquities egiziano ha reinstallato il sarcofago nella tombacite-ref-4[N 3]cite-ref-5[2].
Nel mwqg1972 la tomba fu oggetto di nuovi scavi sistematici a cura di mwqwOtto John Schadencite-ref-6[N 4].
Si ritiene generalmente che KV23 non fu espressamente predisposta come sepoltura di Ay, ma per un altro re; le ipotesi più accreditate indicano Amenhotep IV/mwsqAkhenaton, oppure mwsgSmenkhara o, ipotesi più probabile, mwswTutankhamon che, secondo alcuni studi, sarebbe dapprima stato sepolto in questa tomba per poi essere trasferito nella mwtaKV62cite-ref-tmp-7-0[3]. Il mancato ritrovamento di depositi di fondazionecite-ref-8[N 5] non ha consentito, ad oggi, di suffragare tale ipotesi.
È dibattuto, inoltre, nonostante il ritrovamento di suppellettili funerarie a lui intestate, se lo stesso Ay sia mai stato sepolto in questa tomba giacché, in epoca imprecisata, immagini e mwvgcartigli del re vennero danneggiati; lo stesso sarcofago in granito venne spezzato ed il relativo coperchio rovesciatocite-ref-9[N 6]cite-ref-tmp-7-1[3].
Architettura
KV23 si presenta con una planimetria che richiama poco quella mwyqtipica delle tombe della XVIII dinastia, ad asse spezzato, ed è più simile a quella delle mwygtombe della XX, con andamento lineare e senza variazioni dell’assecite-ref-10[4].
Dall’ingressocite-ref-11[N 7], una scala discendente porta ad un primo corridoio da dove una seconda scala conduce ad un secondo corridoio che immette in un vestibolocite-ref-12[N 8] e, quindi, alla camera funeraria nella quale si apre un piccolo annesso forse destinato ad ospitare il mwcavasi canopi del re.
Si ritiene che alcuni fori a media altezza nelle pareti del primo corridoio fossero destinati ad ospitare travi che dovevano servire a rallentare la discesa del pesante sarcofago e che la camera funeraria sia stata adattata da quella che, originariamente, doveva essere una camera con pilastri, tipica in altre tombe del medesimo periodocite-ref-13[5].
Decorazioni
Solo la camera funeraria presenta pareti dipinte con decorazioni che ricordano molto quelle della mwfqKV62 di Tutankhamon; in particolare le raffigurazioni dei dodici babbuini, sacri a mwfgThot, che rappresentano le ore della notte, del tutto simili a quelli della camera funeraria della KV62, lasciano supporre che medesimo sia stato l’artista che le realizzòcite-ref-reeves-14-0[6].
Inedita una scena di caccia agli uccelli nelle paludicite-ref-15[7]. Per la prima volta, inoltre, sull’architrave dell’annesso appaiono dipinti i quattro mwjwfigli di Horus protettori delle visceri contenute nei vasi canopi.
Ritrovamenti
Dai resoconti della scoperta, sembra di poter dedurre che Belzoni rinvenne nella KV23 solo i frammenti del sarcofago, che vennero poi asportati da Carter su disposizione di mwoqGaston Maspero. Il coperchio del sarcofago, ribaltato, venne scoperto da Otto John Schaden solo nel 1972, unitamente a frammenti di legno laminati in oro pertinenti a statue di divinità, a mwogrosette in bronzo del tipo di quelle rinvenute nella tomba di Tutankhamon e che adornavano un velo in lino, nonché pochi frammenti umani di incerta provenienza, e frammenti di vasellame risalenti, però alla fine del mwowNuovo Regno e al periodo romanocite-ref-reeves-14-2[6].
Nessuna traccia si rinvenne del corpo del re e i danni subiti dal sarcofago fanno supporre che la tomba sia stata sottoposta a più furti. Tuttavia, il ritrovamento di lamine d’oro nella mwqqKV58 cite-ref-17[N 9] recanti il nome di Ay, sia come funzionario di Palazzo (durante i regni di Akhenaton e Tutankhamon), che come re, fanno ipotizzare che il corpo possa essere stato rimosso dalla sua tomba originale per sottrarlo ad ulteriori danni e che possa essere stato ospitato poi nella mwrgKV57 di mwrwHoremheb che presenta evidenti tracce di sepolture multiple e di utilizzo come deposito (cache) cite-ref-reeves-14-3[6].
Note
Annotazioni
cite-note-1N 1. ↑ Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da mwuwJohn Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla numero 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta.
cite-note-2N 2. ↑ Per estensione, l'intera West Valley è denominata localmente mwvwWadi el-gurud, ovvero Valle delle Scimmie
cite-note-4N 3. ↑ Il sarcofago è stato, tuttavia posizionato in direzione opposta quella che aveva all’atto del rinvenimento.
cite-note-8N 5. ↑ I depositi di fondazione sono attestati fin dall’mwzgAntico Regno ed erano collocati con intento consacratorio della struttura (tempio, edificio sacro, tomba) cui erano destinati. Di solito contenevano oggetti miniaturizzati usati per le costruzioni (mattoni zappe, picconi, pale) o di carattere cultuale (amuleti, incenso, kohl), o offerte di piccoli animali o prodotti solidi e liquidi.
cite-note-9N 6. ↑ È stato tuttavia rilevato che i cartigli presenti sul coperchio del sarcofago non hanno subito danni, il che ha fatto supporre che quando venne ribaltato, l’azione distruttiva del nome del re non doveva ancora essere stata posta in essere.
cite-note-11N 7. ↑ Accanto all’ingresso, Belzoni incise il suo nome e la data della scoperta.
cite-note-12N 8. ↑ Probabilmente predisposto per diventare un pozzo verticale, non scavato.
cite-note-17N 9. ↑ Le lamine recavano tre volte il nome di Tutankhamon, due di queste unitamente al nome della regina mw2wAnkhesenamon; quattro volte il nome di Ay, prima dell’assunzione del trono, e tre volte come re.
Fonti
cite-note-31. ↑ Alberto SIliotti (2000), mw4gGuida alla Valle dei Re, Vercelli, White Star, p. 45.
cite-note-52. ↑ mw5gTheban Mapping Project.
cite-note-tmp-73. ↑ Theban Mapping Project.
cite-note-104. ↑ Alberto Siliotti (2000), p. 44.
cite-note-135. ↑ Nicholas Reeves e Richard Wilkinson (2000), mw8gThe complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, p. 128.
cite-note-reeves-146. ↑ Reeves e Wilkinson (2000), p. 129.
cite-note-157. ↑ Alberto Siliotti (2000), pp. 44-45.
cite-note-168. ↑ Alberto Siliotti (2000), p. 45.
Bibliografia
• citerefreeves-wilkinson-2000(EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
• citerefjacq-1998Christian Jacq, La Valle dei Re, traduzione di Elena Dal Pra, O. Saggi, n. 553, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-44270-0.
• mwaqcAlessandro Bongioanni, Luxor e la Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0109-0.
• mwaqkAlberto Siliotti, La Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0121-X.
• mwaqsAlberto Siliotti, Guida alla Valle dei Re, ai templi e alle necropoli tebane, Vercelli, White Star, 2010, ISBN 978-88-540-1420-6.
• mwaq0Erik Hornung, La Valle dei Re, traduzione di Umberto Gandini, ET Saggi, n. 1260, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 88-06-17076-7.
• mwaq8Alessandro Roccati, L'area tebana, Quaderni di Egittologia, n. 1, Roma, Aracne, 2005, ISBN 88-7999-611-8.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su KV23
Collegamenti esterni
• mwarg(EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato il 23 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).